SALVINI ALL’UNIVERSITA’ DI CASSINO: “Il FROSINONE, MODELLO DI LUNGIMIRANZA”

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CASSINO – Un cortese invito. Irrinunciabile. Gratificante senza dubbio. Che al direttore dell’Area tecnica del Frosinone, Ernesto Salvini, era arrivato circa due mesi fa durante l’intervista ad una tv messicana. Al suo fianco c’era il professor Nicola Bottiglieri, docente di Letteratura dello Sport nella facoltà di Scienze Motorie all’ateneo di Cassino e grande conoscitore della realtà sudamericana. Oggi pomeriggio Salvini – che negli anni precedenti era stato già invitato in altri Atenei, la Luiss e Tor Vergata – era all’Università di Cassino dove ha tenuto una lezione di un’ora agli studenti del terzo anno del Corso di Scienze Motorie. Successivamente il direttore, accompagnato dal professor Bottiglieri e dal suo assistente dottor Caperna, è stato ricevuto dal Magnifico Rettore, professor Giovanni Betta, che ha ribadito la grande disponibilità di ospitare la dirigenza del Frosinone per altri appuntamenti con gli studenti.
Cosa rappresenta il Frosinone per la provincia? E cosa ha significato per il Frosinone salire alla ribalta della serie A? E cosa rappresentano invece i colori della maglietta, la simbologia nel rapporto stesso con i tifosi? Per non dimenticare la storia del Frosinone, tutta da raccontare. Questi i punti salienti della lezione trattati a braccio da Salvini.
“Il Frosinone è un Club passato da lunghissime stagioni di anonimato – esordisce Salvini – ad essere un Club collocato in una posizione ben definita del panorama calcistico italiano. Facciamo una doverosa sottolineatura: quando parliamo dei calciatori dobbiamo sapere che non sono il prototipo ideale dell’atleta. Hanno sicuramente dei privilegi, lavorano di meno di altri atleti ma hanno anche una vita lavorativa che può passare dal privilegio alla delusione in un brevissimo lasso di tempo. E più degli altri sport, perché la passione è più dovuta alle eventuali entrate economiche piuttosto che a vera passione. E quando si vede il calcio sotto questa prospettiva, se il calciatore pensa che il mondo sia ai suoi piedi e si adagia perché gli manca la cultura vera del sacrificio che hanno pochissimi, allora ci rendiamo conto che tutto questo sconfina nella selezione naturale. Che porta un giocatore con determinate basi e qualità fino alla massima ribalta e un altro con le stesse qualità che magari si ferma prima perché gli manca la caratteristica fondamentale, la qualità mentale”.
“Tornando alla Società – prosegue Salvini – ha una storia lunga oltre ottanta anni, periodo nel quale ne ha passati, permettetemelo, di tutti i colori. Ed a proposito anche i colori sono cambiati nel corso degli anni. Il Frosinone ha cambiato diversi status negli anni, ha cambiato nome, è stato sbalzato da un campionato all’altro, dall’allora serie C fino alla serie D, perché non ha mai avuto la fortuna, fino a 15 anni fa, di trovare una Proprietà come l’attuale che riuscisse a vedere più lontano della stagione che si stava disputando. E questo probabilmente è stato anche il problema che ha attanagliato tante realtà di questa provincia. Rispetto a tanti club, come lo stesso Cassino che ha vissuto momenti importanti o come Sora dove comunque successivamente si sono dedicati e radicati con proficua attenzione al volley portandolo al gradino più alto del panorama italiano, a Frosinone hanno avuto la fortuna di trovare un imprenditore come Maurizio Stirpe che ha avuto, oltre la grande passione, la capacità di trasmettere all’interno della Società l’organizzazione aziendale, obbligatoria in un momento storico come quello attuale”.
Salvini tocca nel suo discorso la stagione della promozione storica in A: “Fu un periodo affrontato con grande spensieratezza, stavamo vivendo una cosa non programmata sulla carta. Faccio un raffronto: da due anni a questa parte la fatica si sente di più proprio perché tutto è stato programmato”.
E poi tocca il momento, andando a ritroso, della prima promozione in B, nel giugno 2006: “Non c’era nulla di costruito alle spalle. Cosa significa? Nello specifico avere un settore giovanile all’altezza, una organizzazione all’altezza, degli impianti all’altezza. Un motivo per cui questa Società è caduta e si è rialzata subito è perché nulla è stato lasciato al caso. Mi riferisco alla retrocessione dalla B alla C. La Proprietà, strutturando la Società in modo moderno per i tempi, è riuscita a rialzarsi riprogrammandosi. Il primo passaggio fu proprio l’investimento sul Settore Giovanile che ha iniziato a dare il ritorno 3 anni dopo. E coincise con le stagioni della programmazione e della risalita in B. Grazie a quei ragazzi cresciuti nel settore giovanile. Che hanno avuto il loro spazio in un momento storico nel quale il Frosinone non avrebbe più potuto sostenere l’impatto economico di certi contratti, retaggio della serie B. Quel problema economico derivante dalla retrocessione in serie C fu così ammortizzato e si è potuta riscrivere una nuova pagina di calcio, quel piccolo-grande miracolo della doppia promozione”.
E qui Salvini parla della fase nuova che portò il Frosinone a scrivere un altro capitolo, questa volta al di fuori del campo di calcio: la realizzazione del ‘Benito Stirpe’. “Ci sono società che lottano per lo scudetto e che hanno difficoltà ad allenarsi ed hanno impianti ai limiti del decente. Il Frosinone non ha pensato di investire tutti gli introiti derivanti della serie A sulla squadra ma ha guardato oltre. Ad uno stadio di proprietà che permettesse di lavorare a più ampio respiro. Se ci fossimo salvati, sarebbe stata una cosa fine a se stessa perché saremmo stati costretti a giocare lontano da Frosinone. Questa Proprietà ha così pensato di realizzare un Centro Sportivo ed uno stadio, il terzo di proprietà in Italia, capitalizzando quei soldi, proventi della promozione in serie A”.
Uno stadio inteso come teatro per gli spettatori, Salvini sottopone un esempio calzante: “Ci sono Società che vorrebbero tanto privilegiare gli spettatori da casa a discapito degli incassi al botteghino. Ed è una vergogna solo a pensarlo perché lo spettacolo non lo fanno solo le squadre che vanno in campo ma anche chi fruisce di quello spettacolo, quindi i tifosi. Provate ad immaginare una rappresentazione teatrale senza spettatori, l’attore ne risentirebbe anche se la Rai garantisse un adeguato share. Lo stesso possiamo dire di un calciatore se non trova uno spettatore ad applaudirlo o anche a di fischiarlo. E perché chi gestisce il calcio oggi certe dinamiche non le comprende?”.
“Il Frosinone sotto questo aspetto – prosegue Salvini – è stato sempre lungimirante ed attento verso il tifoso, questa Società ha sempre lavorato per avvicinare la gente. E se il Dio del pallone mi ascolta e ci porterà ad avere il risultato che vogliamo e per il quale tutti stiamo lavorando, credo che questa Società abbia i mezzi e soprattutto il diritto di doverci stare in serie A. E sicuramente affronterà una nuova avventura in maniera molto più preparata e molto più intelligente di quanto l’abbia fatto in quella storica stagione”.
Rispondendo alla domande degli studenti, Salvini parla di un altro caposaldo del Frosinone: l’identità. “Al mio arrivo a Frosinone, da responsabile del Settore Giovanile mi trovai dinanzi ad una decisione: dove far giocare le squadre minori. Scelsi il campo di Torrice, vi dico non il massimo… Ma non mi interessò nulla: volevo dare, anzi creare una identità nei ragazzi. Quella identità che permette al giocatore di conoscere qual è il territorio da difendere. E chi viene a minare quella certezza deve essere affrontato e battuto. In serie A abbiamo dato battaglia a tutti, i calciatori sapevano che quel loro territorio andava difeso con i denti. La Juve e l’Inter vinsero ad una manciata di minuti dalla fine. E noi con quei punti di quella stagione ottenuti in gran parte al Comunale, ci saremmo salvati in A la scorda stagione ed anche questa”.
Lo nascita dello stadio ‘Benito Stirpe’ è inevitabilmente al centro delle domande. E Salvini risponde con una immagine ed una novità sullo Stadio: “Siamo passati da una casa in affitto con una camera, cucina e bagno ad acquistare una casa con 5 camere, 4 bagni e 2 cucine. Sono aumentate le spese ma un giorno quella ‘casa’ diventerà anche produttiva e non mi riferisco solo al calcio. Perché c’è un secondo progetto che porterà a nascere una struttura in muratura dove oggi c’è il settore Distinti (Tribuna Est) e nella zona sottostante circa 20.000 metri quadrati di attività commerciali. Oltre ad organizzare eventi, spettacoli nel periodo estivo, inaugurare un ristorante, un bar ed un’altra attività che potrebbe essere un Frosinone Lab. E in bilancio diventerà una voce di attivo. Ma lo scopo per il quale si sta facendo questo è di far vivere la parte della Città che al momento non è il cuore pulsante di Frosinone. E un giovane di Frosinone deve trovare spazi e modi di divertirsi in casa”.
La domanda più… calcistica a livello nazionale arriva alla fine: quale la ricetta migliore per il calcio italiano? Salvini risponde prima con ironia: “Andiamo un po’ di fretta altrimenti faremmo notte… Ma è un punto nevralgico. Per risolvere il problema del calcio italiano servirebbe un presidente che smetta di mandare in giro in Europa a visionare come si strutturano o settori giovanili. L’Italia deve tornare ad essere la vera fucina di talenti, difensori centrali, terzini centrocampisti, attaccanti, portieri… torni ad essere il calcio guida e non vada a cercare quei ruoli all’estero. E poi dovranno dimettersi simultaneamente 10 presidenti di A che non hanno capito che prima o poi il gioco finisce se continuano a prendere giocatori stranieri e cambiano nove giocatori a stagione. Questa apertura ci ha massacrato anche in prospettiva Nazionale che è andata a fare la sua figura peggiore. Ventura col vecchio regolamento si sarebbe salvato ma non sarebbe uscito fuori il problema. Tavecchio qualcosa ha cercato di fare ad onore del vero ma d’ora in poi bisognerà anche agire sui rapporti di forza delle Leghe. Spero che il nuovo presidente abbia il coraggio di mettersi tutti contro ma solo in quel modo avrà dalla sua parte 50 milioni di italiani che lo sosteranno. Perché la sensazione più brutta è quella di non riuscire più a far innamorare i tifosi”.
Ufficio Stampa
Frosinone Calcio

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