LONGO: “VOGLIO SQUADRA BATTAGLIERA E AMBIENTE POSITIVO”

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Longo tiene alto il livello di attenzione, entusiasmo, tensione, attenzione.  Vuole tornare a vincere per dirla in maniera semplice. Alla Cittadella dello Sport allenamento mattutino per la truppa giallazzurra.

 

La seduta si svolge sul terreno sintetico del Comunale, un ‘toccasana’ viste le abbondanti precipitazioni nevose dei giorni scorsi, associate a ghiaccio ed alla pioggia di oggi che hanno creato qualche problema al campo in erba dove solitamente si allenano ai giallazzurri. Al campo c’è la visita del presidente Maurizio Stirpe che assiste alla rifinitura seduto su una delle panchine tra il direttore dell’Area Tecnic, Salvini e il direttore sportivo, Giannitti.

Longo tarda qualche minuto oltre le 13, orario fissato per l’inizio della conferenza. Ci sono gli ultimi dettagli da definire sul campo e il tecnico non vuole lasciare nulla al caso. Come sempre. Il tecnico arriva direttamente con la tuta, senza passare per gli spogliatoi.

Mister Longo, immaginiamo di dover scrivere un pezzo su questo avvicinamento alla partita. Avrei dei problemini, perché sarei portato ad avere questi dubbi: torna al trequartista? Torna Bardi tra i pali? Torna anche Gori?

“Sul fatto che torni il trequartista, posso dire che ci affideremo al nostro solito modulo. A Cremona abbiamo utilizzato il 3-5-2 anche per mettere Koné nelle possibilità di potersi esprimere come mezz’ala e per permettere alla squadra di correre con distanza diverse. Su Bardi e Gori decideremo nella giornata di oggi se sarà il momento di rivederli in campo dal 1′”.

La presenza del presidente al campo sta a significare un momento particolare del Frosinone? Quattro punti nelle ultime 4 gare anche giocando un buon calcio…

“La presenza del presidente è una presenza costante. Il presidente è sempre qui con noi. Voi lo avete visto oggi perché gli orari concomitanti vi hanno permesso di vederlo. Non cambia assolutamente niente. E la mia visione del momento è decisamente più positiva. Vi spiego il perché: io guardo ai 13 punti fatti nel ritorno, contro i 14 dell’andata senza considerare che abbiamo ancora la gara col Novara. Stiamo viaggiando ad una media di 2 punti a partita. Non posso soffermarmi sulle ultime 4 gare, con le battute d’arresto a Bari e con il Perugia. Il mio pensiero, torno a dire, è positivo perché la squadra fino a 4 gare fa aveva fatto qualcosa di eccezionale: 16 risultati utili di fila. Sapevamo che il percorso sarebbe stato ricco di ostacoli ed anche con quel pizzico di sofferenza che ci deve essere. Vedete quello che è accaduto al Palermo, con le tre sconfitte di fila. E quello che è successo all’Empoli che ha pareggiato le ultime due. Ripeto, l’equilibrio deve essere presente in questi frangenti. A 15 giornate dalla fine del campionato possiamo guardare il bicchiere mezzo pieno. E quando parlo di ambiente mi riferisco a tutti: squadra, stampa e tifosi”.

La giornata di domani potrebbe essere favorevole al Frosinone. L’unico di vertice a giocare in casa?

“Io penso che non ci possa essere una situazione favorevole  per nessuno. Questo è un campionato nel quale se, ci centrerà l’obiettivo, sarà solo alla fine. Dobbiamo essere bravi a tirare fuori il  massimo, nel girone di ritorno sappiamo che le difficoltà sono più amplificate. I punti pesano per tutti. E quanto al succo della domanda, vi aggiungo che non c’è differenza tra gare in casa e gare fuori”.

Dal punto di vista psicologico, tornare a giocare in casa dopo l’ultimo ko casalingo sommati al fatto di ritrovare l’arbitro Baroni che non dette quel rigore contro l’Avellino e a quello di arrivare da una partita nella quale l’arbitro Piccinini ha visto solo lui il primo rigore, come l’ha fatta lavorare in questa settimana corta?

“La chiave è molto semplice individuarla: i giocatori debbono avere la testa libera. E giocare con coraggio ed autostima. A me piace fare di tutto per non avere rimpianti. Nella vita capitano grandi opportunità e ci sono due strade per raggiungerle, vi spiego meglio. La prima: lavorare con gioia, con entusiasmo. Siamo in zona promozione da tempo e quindi chiedo ottimismo in tutti. L’altra strada è quella del pessimismo, il braccino corto. A mio parere il percorso da imboccare è il primo: dobbiamo solo liberare la testa e ‘andare’. Con la convinzione nei nostri mezzi. Rispetto per tutti ma voglio entusiasmo. Gli arbitri? Sono stufo di rispondere. Quest’anno ne abbiamo subìte troppe. La cosa che mi dispiace è che si pensa che il Frosinone sia una squadra che può essere favorita. Ma di cosa? Se prepariamo un fascicolo, c’è da mettersi le mani ai capelli per quello che abbiamo subìto. Siamo sempre stati zitti. Quello che chiediamo è la solita attenzione a fare le cose giuste. E se dobbiamo perdere va fatto per meriti o demeriti e non per errori come ce ne sono stati”.

Immagino che abbiate analizzato il primo tempo di Cremona…

“Io rifarei le stesse scelte. Reputo il turn-over necessario. Non si può avere la sfera di cristallo. Lo scorso anno il Frosinone arrivò un po’ corto perché forse aveva tirato il collo a qualcuno. Credo molto negli equilibri del gruppo, nelle motivazione e soprattutto non si può spremere i giocatori per 42 partite. Tornando a Cremona, le difficoltà erano tante: anche 11 ore di pullman, abbiamo giocato a -4, con i giocatori che non giocavano insieme da tempo. Nel secondo tempo la squadra aveva già approcciato diversamente, ben prima dei cambi”.

Non ci fidiamo del Novara…

“Noi non dobbiamo fidarci di nessuno. Loro verranno per vincere. Dobbiamo focalizzare le energie positive su di noi. Quanto al valore del Novara, a mio parere non deve lottare per la salvezza. Prediamola con le molle questa partita ma con lo spirito battagliero. Il segnale è il 2-2 di Cremona in rimonta”.

Se dovesse rilanciare a Gori che gli può fare spazio?

“Per caratteristiche Gori e Chibsah si somigliano. Poi c’è anche la possibilità di giocare con due mediani e far riposare Maiello. Ma le valutazioni dobbiamo farle oggi”.

Giovanni Lanzi

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