LONGO: “ABBIAMO LOTTATO E COMBATTUTO, PECCATO. VADO AVANTI A TESTA BASSA, LOTTERO’ FINO ALLA FINE…”

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TORINO – Moreno Longo si presenta davanti a Sky meno di 20’ dopo il termine della partita. Volto scavato dalla sofferenza di una partita che probabilmente non avrebbe meritato di perdere per quanto il Frosinone ha saputo esprimere dal raddoppio granata fino al 94’.

Mister Longo, di fronte a quello che è stato il suo pubblico siete andati molto vicini a fare risultato: cosa vi è mancato?

“Ringrazio il pubblico granata per l’accoglienza, c’è un legame forte che ci accomuna, che mi ha fatto crescere e mi ha portato oggi ad avere questa opportunità. E’ stata una partita che si è messa su binari  a loro congeniali sul primo gol di Rincon, anche perché la gara noi l’avevamo impostata bene. Col trequartista abbiamo perso soltanto in una situazione l’inserimento di Rincon che ha poi trovato questo tiro da 25 metri. La partita a livello tattico ha visto le difficoltà del Torino nello sviluppare gioco. Erano condizionati dal fatto che non c’era spazio. E nel finale del primo tempo siamo andati vicino ad avere l’occasione del pari. E’ normale che poi rientri dal riposo e concedi l’ennesimo errore in fase di costruzione perdendo una palla con Hallfredsson e tutto diventa più complicato. Però la squadra è rimasta compatta. Abbiamo trovato il 2-1 su palla inattiva e poi sappiamo che il calcio è emozione e su una situazione di inerzia ci siamo giocati una partita a viso aperto nella quale potevamo prendere qualche gol in più ma abbiamo avuto anche la palla del pareggio”.

Il suo direttore generale Salvini nel prepartita è stato molto netto: al di là dell’atteggiamento dobbiamo cominciare a fare risultato. Ritiene che questa sconfitta possa essere decisiva per il suo futuro?

“Questo è sacrosanto quando i risultati non vengono. Io ho visto però una squadra viva, personalmente continuo a lavorare, non perdo la fiducia, non è nella mia indole. Vado avanti a testa bassa. Poi se mi arriverà un altro tipo di comunicazione a malincuore ne prenderò atto”.

Ha incontrato il presidente?

“Non ancora”.

Longo, si è visto che voleva cercare il pari a tutti i costi.

“Eravamo sotto di un gol, percepivo che c’era affanno nel Torino. Secondo me in quella fase ci andava coraggio, dovevamo mettere quindi una squadra superoffensiva come abbiamo fatto. I miei ragazzi oggi hanno lottato e combattuto. E per me è un grande segnale”.

Non le sembra però che facevate fatica a portare palla avanti? Soli Chibsah e Hallfredsson… Non le manca qualcosa in mezzo, numericamente?

“La nostra è una squadra che prima di queste partite aveva giocato col 3-5-2, facendo fatica. Sono contento invece di quanto abbiamo saputo fare oggi. Facevamo fatica a portare la palla avanti? Anche loro non brillavano. Coprivamo bene il campo e comunque sapevamo che con i tre davanti dovevamo incidere di più perché Rincon non si abbassava quando Ciano si alzava. E nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo si stavano già creando i presupposti per fare gol”.

Longo è poi passato a Radio Rai.

Mister, per un’ora sembrava l’ennesima brutta partita del Frosinone: poi è cambiato tutto, avete rischiato di naufragare ma anche di pareggiarla. Segnali di ripresa?

“Si sono visti. Il primo tempo è stato pressoché pari. Dopo il loro gol abbiamo avuto una grande occasione con Ciano. Sul 2-0 si è fatto tutto più complicato ma ho visto una grande reazione. E nel finale abbiamo avuto anche la palla del 3-3”.

C’è un fotogramma finale che ricorda: quel contropiede finale col tiro centrale di Perica, tutti in campo dietro l’allenatore a dimostrazione che il gruppo è unito.

“Su questo ci metto la mano sul fuoco, la squadra è unita e viva. Il gruppo sta migliorando e stiamo cercando di prodigarci tutti per cambiare le sorti del nostro campionato. E’ l’immagine di un Frosinone che non ci sta e non ci vuole stare”.

C’è la sosta, come pensa di lavorare?

“Si lavora sempre, si cercherà di lavorare per fare tutto il possibile già da domani per questo Frosinone”.

Infine Longo in una conferenza stampa molto affollata ed ‘agguerrita’.

Longo, primo tempo non positivo per noi, la doccia fredda del raddoppio e poi una reazione di nervi. E’ da qui che bisogna ripartire?

“Nei primi 20’ si è sofferta l’iniziativa del Torino fino al gol di Rincon. Quindi c’è stata una fase di stallo e i segnali per noi c’erano stati nel finale del primo tempo. Sul 2-0 è tutto più complicato. Ma non dico che c’è stata una reazione di nervi fino al 2-2. Il loro 3-2 è arrivato su una pregevole giocata e poi quando sbagli il 3-3 come abbiamo fatto noi è normale che tutto diventa difficile nel commentare la partita”.

Come si spiega il primo tempo con parecchia confusione e che ha condizionato il secondo tempo nel quale la reazione c’è?

“Parlo di un primo tempo non bello da parte nostra ma il Torino non ha creato nulla, non siamo stati disorganizzati. La costruzione del gioco? E’ un discorso più ad ampio raggio: oggi era una partita di duelli, nella quale se il Torino fa fatica a livello di sviluppo è chiaro che la partita diventa pari e patta e lo spettacolo non può essere migliore di quello che si è visto stasera”.

Preoccupato per la sua posizione?

“Se non fossi preoccupato sarei un pazzo. Sono preoccupato perché se non arrivano risultati mi può arrivare la comunicazione in qualsiasi momento però chi pensa che io possa mollare non ha capito il mio carattere e che cosa posso fare o posso ancora dare. State tranquilli, finché la comunicazione non mi arriva lotterò fino alla fine”.

Sente la squadra con lei?

“Io credo che il grande segnale è stato proprio quello. Vedo un gruppo unito che sta cercando di fare di tutto per uscire da questo momento”,

Longo, si aspettava un Torino così in sofferenza?

“Io me lo aspettavo perché sapevo che poteva venire fuori questo tipo di partita. Con tutte quelle coppie in campo si potevano solo vincere i duelli, come ha fatto ad esempio Meité vincendone 4-5”.

I giocatori che hanno avuto questa reazione nella ripresa sono gli stessi del primo tempo, come lo spiega?

“In questo momento c’è da valutare la componente psicologica, quando vai in campo con 1 punto in 8 partite commetti degli errori che non puoi che addebitare alla componente psicologica invece che tecnica perché i giocatori avranno in me un grande difensore: vedo come si allenano e conosco le loro qualità morali. E’ chiaro che se dovessero essere tutte così per forza di cose dovremo trovare altre soluzioni. Vado via comunque con questo segnale positivo nel momento in cui poteva esserci il tracollo. Ma al Frosinone oggi non mancano solo i punti, le nostre responsabilità ce le prendiamo tutte”.

Giovanni Lanzi

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