LA SVOLTA DEL ‘GOVERNO NESTA’, LA POLITICA DEI PICCOLI PASSI RADDOPPIA IL ‘PIL’ DEL FROSINONE

 In Il Punto

La politica dei piccoli passi. Il punto che ne toglie due agli avversari è salutato con soddisfazione. Se poi si tratta di avversari diretti o che lo saranno, non fa niente. Il ragionamento non cambia. Il punto muove la classifica. E’ la politica dei piccoli passi che il Frosinone di Nesta ha sposato appieno in questa fase che, dopo 11 giornate di campionato, è ancora di transizione tra il passato e il futuro della squadra giallazzurra. Una transizione che non è stata tutta rose e fiori. Una rivoluzione di idee e per certi versi anche di uomini. Non è stata indolore e non solo per gli infortuni che sono caduti come macigni sull’assemblaggio della squadra. Nesta ha saputo coinvolgere tutta la rosa. Ha saputo anche cambiare, svoltare tatticamente, almeno per ora. Non si è dimostrato bloccato sull’impiego del trequartista e su quei 14-15 giocatori che costituiscono sempre un’ossatura ideale per ogni allenatore. Due fattori importante, se visti in prospettiva.

IL PIL E’ RADDOPPIATO – Questo modo di pensare e di sapersi modificare in mezzo al campo, ha prodotto dei risultati senza stravolgere la squadra: 10 punti in 6 partite. Dopo che nelle precedenti 5 partite i punti erano stati appena 4. Da una media di 0.8 punti a una media di 1.66 punti a partita. Precisamente raddoppiati. Un bel salto in avanti, anche se va ancora sotto il nome di ‘politica dei piccoli passi’. In questo contesto sono stati evidenti i miglioramenti nei reparti. A cominciare dalla fase difensiva e dai gol incassati. In quelle 5 partite-choc di avvio, il Frosinone aveva incassato 9 reti: una media di 1.8 gol a partita. Nelle restanti 6 giornate, Bardi ha raccolto 3 palloni appena alle sue spalle: una media di 0.5 gol presi a partita. Due su azione, con il Cosenza e la Cremonese e uno su rigore, contro la Salernitana. Anche questo fa parte del cambiamento. Ma è cambiato anche l’impatto del centrocampo sulla partita. Anche contro avversarie che si disponevano a specchio il Frosinone aveva trovato delle difficoltà: col Pordenone, col Venezia, con il Perugia. Per restare al gruppetto di partenza. Adesso il Frosinone concede qualcosa nei primi tempi (Salernitana e Trapani) ma pare più un discorso legato alla mentalità che al modulo. Miglioramenti netti già a Cittadella, ad esempio, sotto questo profilo. Infine l’attacco. Lo spostamento di Ciano nel pacchetto offensivo ha fatto prendere i classici due piccioni con una fava: ha aggiunto sostanza in attacco e ha permesso al fantasista napoletano di liberare le sue qualità in compiti più votati ad offendere. Si attende che anche i compagni di reparto salgano di livello.

IL CHIEVO, ADESSO LA SPALLATA ALLA CLASSIFICA – Saranno i giocatori a dover ripagare con moneta sonante questa transizione proposta dalla svolta del ‘Governo-Nesta’. Che a fine partita a Cittadella si è mostrato contento. Che però chiede un colpo in trasferta. E’ quello che manca al Frosinone, un successo esterno che dia anche una segnale di forza. A Cittadella le condizioni metereologiche e il terreno ridotto ad una risaia per oltre 45’ probabilmente hanno frenato le intenzioni del Frosinone che ha dato l’impressione, quando ha affondato la gamba, di poterla anche vincere. Anche se in taluni frangenti è mancata la tranquillità in aerea avversaria e la gamba per la stoccata. Il Chievo che si avvicina – oltre a rappresentare un big-match – è un test probante per le chance di risalita dei giallazzurri. Alla classifica attuale basta una spallata per farle cambiare i connotati. La squadra di Marcolini è molto quadrata. E non prende gol da tre giornate. La regola di Marcolini è “proteggersi bene per attaccare meglio”. Ma per il Frosinone vincere si può. Anzi, si deve. Le due squadre si ritroveranno dopo lo squallido 0-0 dell’ultima giornata di serie A.

LE ALTRE – Giornata di grande sfide, anche incrociate sulle panchine, quella appena andata in archivio. Dopo 11 giornate il Benevento tenta la prima fuga della stagione: sanniti spietati con l’Empoli dell’ex Bucchi, 2-0 e primo posto a +6 dalla terza in classifica che si chiama Chievo. La formazione di Marcolini ha impattato al ‘Picco’ di La Spezia nell’anticipo di venerdì sera: partita spettacolare, occasioni a ripetizione per entrambe le squadre allenate da due ex compagni di squadra proprio in un Chievo che conquistò la serie A. Al secondo posto sale il Perugia, con Oddo che si prende la rivincita sul Crotone che aveva allenato con zero fortune la scorsa stagione: 3-2 al termine di una battaglia, con i pitagorici che nel finale hanno sfiorato il 3-3, salvato da una parata strepitosa di Vicario. Calabresi lo in casa dopo 11 giornate. Livorno-Juve Stabia è stata invece la rivincita di Breda che, ad un passo dall’esonero invocato da più parti, trova il colpo di coda grazie alla rete di Marras che ha così annullato l’effetto della paperissima del portiere livornese Zima sul gol del provvisorio vantaggio stabiese. Adesso Caserta dovrà preparare la sfida alla capolista Benevento dell’ex Sau. Preoccupano però i tanti infortuni (Fazio e Calvano in corsa, oltre a Cissé, Di Gennaro e Izco). Si risolleva anche la Salernitana che batte 2-1 l’Entella mentre non si può parlare più di sorpresa al capitolo Pordenone perché la squadra di Tesser – in cui ha fatto il suo esordio l’ex canarino Stefani, il ‘vecio’ della compagnia – è terza a pari merito con gli stessi granata di Ventura e il Chievo. Battuto 2-1 il Trapani anche se il tecnico dei siciliano invoca il Var (non è il primo e non sarà l’ultimo da qui alla fine del campionato). Trapani che dovrà adesso far punti sabato con il Cosenza ma senza l’attaccante Nzola squalificato. Non fa il salto in alto l’Ascoli in casa col Venezia: al gol su rigore di Da Cruz (che discute con Ninkovic su chi doveva andare dal dischetto) risponde Zigoni, l’usato garantito che toglie sempre dagli impicci i lagunari. In casa bianconera anche lo sfogo del tecnico Zanetti: “Passo l’80% del tempo a far capire certe cose ai giocatori…”. Ruolo alla Fergusson per l’ex allenatore del Sud Tirol. C’è quindi il Pescara formato casalingo che promette e fa gol a tutti. Stavolta è toccato al Pisa del pescarese D’Angelo: in gol – secondo della stagione – il baby Borrelli che ha scalzato dal posto da titolare Maniero. Quindi Galano e Machin hanno completato l’opera. In campo anche il 2001 Palmucci tra i biancazzurri. I neroazzurri con la testa al derby con lo Spezia, un banco di prova.

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA – In Lega Pro, nelle file della Casertana tra attaccanti in campo (Castaldo e Floro Flores) e in panchina in veste di allenatore (Ciro Ginestra) c’era un bel gruzzolo di reti tra ieri e oggi. In campo, nelle file della Viterbese, la ribalta se l’è presa l’attaccante Volpe, in prestito dal Frosinone alla formazione del patron Romano. Dove sono approdati anche il fantasista Errico, il centrocampista Besea e l’esterno Simoncelli. Doppietta per Volpe che in pieno recupero, innescato dall’ex laziale Tounkara fino a quel momento ai margini del match, chiude la contesa pareggiando una partita che la squadra della Tuscia aveva rischiato di perdere pur meritando di vincere. Con questi due gol, Volpe si è portato a quota 6 gol in 11 partite. Lo scorso anno con il Rimini, in 36 gare mise a segno 7 reti al suo primo campionato vero dopo le esperienze da panchinaro con il Frosinone. E per la cronaca, Volpe segna regolarmente da 4 partite. A giugno il Frosinone si ritroverà un attaccante che, se dovesse proseguire su questa strada intrapresa, potrà essere un valore per l’organico del futuro.

A proposito di coppiette, un po’ più a Sud, precisamente a Reggio Calabria, c’è l’attaccante Simone Corazza, classe ’91. Undici gol per lui in 13 gare più 1 rete in Coppa Italia. Non è un attaccante di peso, spazia sul fronte offensivo, gioca da prima o da seconda punta ma anche da esterno di sinistra. Una storia lunga la sua, con tanta serie C e appena tra stagioni B. Ma la vera consacrazione da bomber all’età di 28 anni, nella Reggina di Toscano.

Giovanni Lanzi

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