E' saltata la quinta panchina, lo scorso anno a fine dicembre 9 avvicendamenti. Si è aperto intanto il calciomercato invernale ma gli influssi negativi potrebbero ricadere solo su 2 partite

IL PORDENONE IN CASA, SUBITO L’OCCASIONE PER ACCORCIARE… LE DISTANZE

Il bilancio del 2019: 42 punti totali, di cui appena 15 nel girone di ritorno del campionato di serie A, e 27 punti nell'andata. Occasioni a raffica e ben 12 legni, un dato che incide
 In Il Punto

L’ultima giornata di campionato del 2019 è già un pallidissimo ricordo, i botti di fine anno anche. L’anno che verrà – il 2020 in Cina, per la cronaca, sarà l’anno del topo – è una realtà anche se il pallone ufficialmente rotola in famiglia. La serie B, archiviate le vacanze, rimette in moto in vista del friday-night del 17 gennaio quando al ‘Benito Stirpe’ approderà il Pordenone secondo in classifica. Per il Frosinone che ha chiuso l’anno con il pareggio di Pisa che va ancora una volta stretto, quella sarà l’occasione – solo vincendo – per evitare che l’obiettivo del secondo posto si allontani dalla portata. Servirà la classica prestazione ‘monstre’, anche per cercare di pareggiare almeno il ‘gap’ di quel 3-0 rimediato senza colpo ferire all’esordio in campionato. Tesser da parte sua continua a giocare a carte coperte e in una intervista al Gazzettino Veneto ha detto che “il primo obiettivo sarà la salvezza”. A proposito dell’ultima trasferta del 2019, un filo invisibile ha unito la quasi totalità delle 19 gare del girone di andata: le tante occasioni sfumate in zona gol e i 12 legni colpiti. C’è la mira da aggiustare, sicuramente.

UN ANNO VARIEGATO – Il 2019 del Frosinone si chiude con 42 punti totali. Quindici ottenuti nella seconda parte della stagione di serie A e 27 collezionati nella prima parte della stagione in corso. Quei 15 punti sono stati frutto di 4 vittorie di cui 3 fuori casa e 3 pareggi. I 27 punti di oggi sono arrivati da 7 vittorie di cui appena 1 fuori casa e 6 pareggi.

Due campionati differenti, due squadre e due tecnici diversi. Probabilmente le propaggini negative della retrocessione hanno pesato anche sull’avvio del campionato di B ma questo non deve essere un alibi. Il Frosinone è uno dei pochi Club tra i 40 di serie A e serie B che ha sempre offerto il massimo delle garanzie ai propri tesserati. L’influsso negativo non avrebbe affatto ragione di albergare in questi lidi calcistici. Al contrario, quella tranquillità che sa offrire il Club, sono aspetti che dovrebbero pesare inevitabilmente in senso positivo nell’economia di una stagione.

LE PAROLE DI SALVINI AD EXTRA TV – Dopo il ‘rompete le righe’ il direttore dell’Area Tecnica, Ernesto Salvini, è stato ospite dell’emittente televisiva. Pur tenendo ben coperte le intenzioni della Società come è corretto che sia, non è sfuggita una frase: “… il Frosinone è arrivato in questa posizione di classifica (27 punti, 6 posto a pari merito con Perugia e Ascoli) potendo contare sul 50% del potenziale dei calciatori. Secondo me tutto ciò ci farà vedere in maniera diversa il girone di ritorno”. E tutto questo evidenzia il grande lavoro svolto dal tecnico Alessandro Nesta, al netto di un sensibile ritardo iniziale. E sottolinea in maniera affatto criptica che un Frosinone – al momento comunque in linea con le aspettative della Società che erano quelle di posizionarsi al giro di boa dentro la griglia playoff – necessita di un vero cambio di marcia da parte dell’altro 50% di giocatori nella rosa. O da quelli che arriveranno in questo mese (troppo) di calciomercato. Una squadra che vuole ‘attaccare’ l’unico posto disponibile alla promozione diretta o che vuole restare dentro il carro-playoff per giocare le chances agli spareggi, deve dare di più a pieni giri.

Salvini in quella stessa intervista aveva fatto intendere chiaramente due cose: che il Frosinone non avrebbe inseguito Moncini (“… che criterio di giudizio si può dare ad un giocatore che ha fatto un exploit al Cittadella e poi se ne sono perse le tracce?”) poi accasatosi al Benevento e che probabilmente si sarebbe privilegiata la pista che porta in primo luogo ad un centrocampista con precise caratteristiche simili a quelle di Rohden. Salvini non ha detto che questo mese sarà il più complicato della stagione per tutte le Società. Perché il calciatore inevitabilmente in quelle due partite di calendario che separano dal gong finale dovrà cercare di non farsi condizionare dalle voci che si rincorreranno.

PANCHINE GIREVOLI MA LA SVOLTA TARDA – A metà stagione 5 i cambi di panchina, prima del Natale 2018 i tecnici esonerati erano stati 9. C’è un leggero tentativo da parte dei presidenti di frenare quegli istinti che portano a fare la cosa più normale in un club di calcio: mandare a casa i tecnici. L’ultimo esonero della stagione in corso è stato quello di Oddo che, sulla graticola da tempo, è stato avvicendato dal ritorno in sella al ‘suo’ Perugia di Serse Cosmi. Colpo a sensazione del patron dei grifoni Santopadre che ha tirato fuori dal cilindro l’Uomo del Ponte (è nato a Ponte San Giovanni, un quartiere alle porte di Perugia) che aveva guidato il Perugia nella parte migliore dell’epopea-Gaucci, anche se l’avventura si chiuse con la retrocessione in B nello spareggio con il Genoa. Bruciato sul filo di lana il tecnico di Anzio, Stefano Colantuono. Quella di Santopadre l’hanno definita ‘la strambata’. Ma più del cambio stesso di una panchina, va evidenziato come l’esonero di fine anno abbia riguardato il primo tra i Club presenti nella griglia playoff. Il Perugia è a pari punti con il Frosinone e l’Ascoli. Curiosa la parabola di Oddo: rilevato da Cosmi che aveva battuto in quella drammatica finale playoff tra Pescara e Trapani del giugno 2016 (spareggio ancora fatale a Cosmi come quello della scorsa ed infinita estate di B quando retrocesse alla guida del Venezia, poi ripescato) ed esonerato ancora durante le festività natalizie, esattamente come un anno fa a Crotone quando fu Stroppa a riprendersi il posto in sella ai pitagorici. Dicevamo dei cinque avvicendamenti. Il primo ha riguardato la Cremonese: via Rastelli, dentro Baroni l’8 di ottobre. Ma il cambio di passo non c’è stato per i grigiorossi che sono ai margini della zona rossa. Il 12 novembre è stata la volta dell’Empoli: via Bucchi, dentro Muzzi. Per ora anche ad Empoli ci sono delle difficoltà. Il 9 dicembre è toccato al Livorno: via Breda, dentro Tramezzani. Stesso discorso per le altre due: 4 partite, 1 punto. Timidi tentativi di risveglio invece a Trapani dove lo scorso 17 dicembre Castori ha rilevato Baldini, anche lui da inizio stagione sui carboni ardenti. Più o meno tutti aspettano qualcosa dalla sessione invernale di un mercato nel quale, adesso più che mai, spendere non è garanzia di successo.

Giovanni Lanzi

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