Tre successi per 1-0, salto in alto anche se in condominio. Per scrollarsi di dosso le ‘scomode’ coabitazioni serve un altro allungo. Più dell’emergenza farà la differenza la motivazione

E LASSU’ PER LA PRIMA VOLTA SVENTOLA BANDIERA GIALLAZZURRA: TENIAMOLA FISSA

Saper soffrire è una dote, basta però non esagerare: anche il Cuore Giallazzurro ha un limite. Nei due tempi ancora marce differenti: nei primi 45’ i giallazzurri nella zona medio-bassa della classifica
 In Il Punto

Rullano i tamburi, lassù sventolano per la prima volta nella stagione i colori giallazzurri: tre vittorie di fila, strappo importante dal 9° al 2° posto da dividere con il Crotone per effetto di quella sconfitta casalinga del 26 dicembre scorso (1-2, gol dei pitagorici al 91’). E questo insegna che quando certe partite si fa difficoltà a vincerle, meglio non perderle. Sono due punti in meno agli avversari, in ogni caso. Quelle differenze si traducono, a parità di punti, in una lunghezza virtuale in più (testa a testa col Verona nella stagione 2016-’17 docet), in attesa del ritorno. Perché, sbirciando la classifica di settimana in settimana, non bisogna mai perdere di vista il buon vicinato. Che aumenta a dismisura (adesso anche la Salernitana, in attesa che oggi si giochi il recupero tra Spezia e Cremonese, ndr). Al momento la squadra di Nesta – per quanto attiene al secondo posto – è in svantaggio consolidato col Pordenone (3-0 per i friulani all’andata e 2-2 al ritorno), è in parità con l’Entella (1-0 per i liguri all’andata, 1-0 per i canarini due settimane fa) mentre deve recuperare terreno con lo Spezia (2-0 per i liguri all’andata e ritorno da giocare), con il Perugia (3-1 per gli umbri al ‘Curi’, ritorno da giocare domenica) oltre che con il Crotone, da affrontare allo ‘Scida’ il 9 maggio, alla penultima di campionato. Nel girone di ritorno il Frosinone si troverà a fare due tipi di calcoli nella stessa partita: vincere e con quale scarto di gol.

SAPER SOFFRIRE E’ UNA DOTE, BASTA NON ESAGERARE – Dionisi & soci intanto eguagliano il record stagionale che li aveva visti battere in sequenza l’Empoli (4-0), la Juve Stabia (2-0 in trasferta) e il Pescara in casa (2-0). Un Frosinone ‘sporco, brutto e cattivo’ ma sempre tanto pratico e concreto. Terzo 1-0 di fila, quinto stagionale. La squadra di Nesta fonda la risalita sulla forza della fase difensiva ma adesso che arrivano i gol dei centrocampisti (Rohden) è inevitabile la crescita. A Venezia non è stata una bella partita, i giallazzurri hanno sofferto la maggiore dinamicità dei lagunari che nel finale è diventata forza della disperazione. Pericoli veri, i due legni del Venezia in zona Cesarini. Il Frosinone, pur nelle difficoltà relative alle assenze (Capuano e Paganini) ed a quelle degli infortuni in corsa (Tabanelli e Gori oltre a Dionisi nel finale), ha retto l’urto, ha giocato come si conviene ad una vera provinciale, peccando però oltre il dovuto in zona gol. Partite che durano oltre 100’ (a Venezia a 2’ dal record nazionale di 103’ nella gara col Parma della passata stagione, ndr) vanno chiuse. Perché in serie B la tendenza a fare gol nel recupero è molto accentuata.

DUE TEMPI, ANCORA DUE MARCE DIFFERENTI – Primo tempo ‘lento’, ripresa ‘rock’. Già in passato si è scritto di questo Frosinone ‘Giano Bifronte’. E’ un dato di fatto, numeri alla mano. La classifica del primo tempo dopo 23 giornate non deporrebbe a prima vista a favore di una squadra seconda in classifica e in forte ascesa: il Frosinone sarebbe infatti a 27 punti, con una media di 1,17 punti al termine dei primi 45’. Del Benevento (46) e del Pordenone (39) il cammino più regolare se rapportato alla classifica attuale di entrambe. Cittadella (35), Entella (35), Pisa (34) e Ascoli (34) perdono qualcosa rispetto al punteggio nella classifica generale ma i -10 del Frosinone sono eloquenti di un cambio di marcia che la squadra di Nesta innesta nei secondi 45’. Nel dettaglio, i giallazzurri hanno perso 6 partite delle quali ben 3 nelle prime 6 giornate (con Pordenone, Entella e Perugia), 2 consecutive (con Benevento e Crotone) e 1 con lo Spezia che ha interrotto una serie positiva. In 5 di queste partite il Frosinone ha preso gol nei primi 45’, 4 di questi sono stati poi decisivi per la sconfitta (Pordenone, Perugia, Benevento e Spezia), il quinto (col Crotone) non è stato decisivo per la sconfitta poi maturata al 91’. E ancora: dei 19 gol incassati, 9 subìti nel primo tempo e 10 nel secondo. Dei 27 realizzati, sempre 9 nel primo tempo e il doppio (18) nella ripresa. Morale della favola: le partite durano 90’ ma anche… 100’, questo Frosinone ha qualità per non ridursi a giocarne solo la metà.

IL PERUGIA, LE ASSENZE E LA REGOLARITA’ DI CHI SUBENTRA – Domenica sfida al Perugia del capocannoniere Iemmello (17 gol). Una squadra che esprime il bomber del campionato e che viaggia appena ai margini della zona playoff ha qualche problema nella fase difensiva. La sconfitta casalinga col Venezia costò la panchina ad Oddo. Quel Perugia era ottavo a 27 punti, oggi è nono a 33 dopo 4 partite. Il Frosinone arriva alla sfida con i grifoni con qualche defezione (squalificato Brighenti, in forse Capuano, out Paganini, Gori e Dionisi con Tabanelli punto interrogativo) ma Nesta – un ex per l’occasione – ha sempre dichiarato di avere giocatori pronti. Lo conferma ad esempio la presenza di Salvi, a lungo fuori dall’undici titolare ed oggi molto regolare: con lui in campo il Frosinone ha vinto le ultime 3 giornate. Ma si può attingere anche ad Haas, entrato in corsa a Venezia e risultato tra i migliori, pubblicamente elogiato da Nesta. Come pure a Krajnc, entrato per sostituire l’infortunato Capuano durante la gara casalinga col Pordenone ed anche lui elemento di sicura garanzia per il reparto oltre che portafortuna (3 vittorie su 3). La forza del gruppo è anche questa. Per proseguire a mettere pressione in classifica serve solo una vittoria. La formazione per vincere c’è e le motivazioni anche.

LE ALTRE – Passano inesorabili le giornate, la classifica della serie B non perde la prima proprietà, anello di congiunzione dei 23 turni finora giocati: l’ammucchiata gigante. Frosinone e Crotone tentano lo strappo per il secondo posto, la Juve Stabia – appena ai margini dei playout – è appena 8 punti più sotto. A proposito delle Vespe, il 2-2 strappato con le unghie ad Ascoli conferma che la squadra ci crede fino alla fine. E si aggrappa alle reti di Forte (10 gol) ma anche a quella del portiere Provedel, il sesto nella storia del calcio italiano a far entrare un estremo difensore nel tabellino dei marcatori. Prima di lui c’erano riusciti solo Sentimenti IV, Rigamonti, Rampulla, Taibi e Brignoli. In 119 anni di calcio. Quanto all’Ascoli, la prima di Roberto Stellone è in agrodolce. Ma il 2-2 preso su un’azione da coprire meglio sull’out basso di destra del difendente e sulla punizione successiva – disattenzione della difesa e del portiere – mostrano un po’ di ruggine nella fase difensiva.

Dentro i playout c’è ancora il Venezia (battuto dai giallazzurri) ma soprattutto la Cremonese che, pur cambiando qualcosa in corsa nella sfida all’Ezio Scida, perde 1-0 nel finale pur giocando diversamente dalla maniera allegra in cui aveva perso in casa con il Pisa la settimana precedente. In questa classifica bislacca attenzione allo Spezia di Italiano: sbanca Perugia con un 3-0 senza repliche. Decimo risultato utile di fila dei ‘bianchi’ che debbono recuperare anche una gara. Potenzialmente i liguri hanno 37 punti – quindi a pari merito con Crotone e Frosinone – se martedi dovessero battere la Cremonese nel recupero. Al punto di non ritorno si tiene a schiena dritta il Livorno che con Breda in panchina si fa agguantare sul 2-2 in zona Cesarini dal Pordenone con Chiaretti che sembrava fosse sul piede di partenza. Pordenone che perde la seconda piazza e dove l’attaccante Bocalon, neo arrivo a gennaio, ancora non trova la maglia da titolare. Cinque punti nelle ultime sei gare rappresentano però in maniera plastica la prima crisi stagionale. Attenzione a Pasquale Marino e al suo Empoli che passa a Cittadella (2-1) e risale la china: 6 punti nelle ultime 2 partite Al ‘Tombolato’ qualche errore di troppo da parte della squadra di Venturato, che sbaglia molto in zona gol. Rimanda il balzo in alto il Pescara che perde 2-0 a Chiavari: due rigori per i liguri, il primo contestato. Nel finale il Pescara prova a riaprirla ma sbatte sul legno. Legrottaglie ammette: “Siamo mancati in continuità”. Tra le partite della domenica, il pari (1-1) tra Chievo e Pisa che lascia entrambe nella zona ibrida della classifica.

Cosenza-Benevento ha visto la corazzata di Inzaghi correre spedita verso uno dei tanti record stagionali: 1-0 al ‘San Vito Marulla’ con un gol di Insigne e sempre +17 sulle seconde. Unica sconfitta stagionale rimane per ora quella del 26 ottobre a Pescara (4-0). Nonostante i sette assenti, particolare non secondario.

Infine la Salernitana che Ventura ha condotto al quarto posto: 1-0 al Trapani, ci pensa Djuric che là davanti dice sempre la sua. La squadra di Castori – ex da quelle parti – si ferma sui due legni. E se i granata campani sognano, i granata siciliani vedono gli spettri. Ma è ancora lunga…

Giovanni Lanzi

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