Subentrato a Marcolini il 1 marzo scorso, ha già giocato con i clivensi ed ha traghettato in serie A i cugini del Verona lo scorso anno. Dopo un buon avvio, il ko interno con lo Spezia, non sarà in panchina per squalifica

CHIEVO, AGLIETTI E LA FATAL VERONA

Qualche assenza tra i padroni di casa che debbono restare aggrappati al treno playoff. Ma nel gruppo titolare spiccano ottime individualità: da Giaccherini a Djordjevic, dal millenial Vignato a Garritano. In forte dubbio, tra gli altri, l'attaccante Meggiorini
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Con Chievo-Frosinone in programma nel primo turno infrasettimanale di questa ultima parte della stagione di serie B, si rinnova la sfida diventata una classica del torneo Cadetto, mentre anche in A veneti e ciociari si sono incontrati per due stagioni. I veronesi, reduci dal pareggio al fotofinish di Crotone e dal capitombolo casalingo con lo Spezia (1-3) sono comunque in piena corsa per i playoff anche se al momento occupano l’ultima posizione utile per gli spareggi. Qualcosa i veneti hanno perso rispetto alla viglia del girone di andata, quando erano al 3° posto anche se all’epoca occupato in ampia coabitazione. La società del patron Campedelli in questa stagione ha avvicendato due allenatori: Aglietti ha rilevato Marcolini, esonerato a 9 giorni dal lockdown, il 1 marzo scorso, dopo la sconfitta casalinga con il Livorno.

Il neo allenatore dei clivensi (espulso venerdi sera e squalificato per la partita contro il Frosinone) ha un rapporto speciale con la città di Romeo e Giulietta: lo scorso anno ha dato la pennellata finale sulla promozione dei cugini del Verona ed aveva già giocato col Chievo nella stagione 1999-2000. Per lui sulla nuova panchina finora un pareggio all’esordio in quel di Ascoli (1-1), la vittoria in casa con il Cosenza (2-0), un pareggio sabato scorso a Crotone (1-1) e la sconfitta contro lo Spezia che rende la partita del ‘Bentegodi’ un vero e proprio dentro o fuori. In verità più per i veneti che per i ciociari che pure non possono perdere ulteriore terreno se l’occhio deve essere rivolto soprattutto al secondo posto.

Dalla scorsa estate – dopo la retrocessione – i veronesi hanno privilegiato la scelta autoctona nello staff tecnico: nel ruolo di ds l’ex attaccante Sergio Pellissier e, come detto, panchina affidata inizialmente a Michele Marcolini. Entrambe bandiere del Chievo. Ed anche l’arrivo di Aglietti ha inteso proseguire su questa strada: gente che conosca l’ambiente. A Pellissier il presidente Luca Campedelli ha affidato il compito di bissare l’esperienza da giocatore quando ottenne la promozione in A al termine della stagione 2007-’08 allenato da Iachini.

In estate il Chievo aveva rimodellato la squadra. Anche se la Società era riuscita a resistere, almeno per questa stagione, alle sirene addensate sul millenial Vignato. Tante le cessioni eccellenti: da Stepinski a Tomovic, da Bani e Depaoli a Cacciatore.

Erano sbarcati al terminal arrivi i vari Dickmann, Vaisanen ed Esposito dalla Spal, Colley dal Chelsea, Cotali e Ceter dal Cagliari, Ivan dalla Samp, i baby Segre dal Torino, Nunes e Schafer dal Genoa.  E poi la conferma di elementi come il difensore Cesar (11 stagioni al Chievo anche se un po’ ai margini finora nonostante abbia la clausola di rinnovo al 2012 in caso di A), l’altro difensore Frey, le punte Djordjevic, Meggiorini, Pucciarelli e Rodriguez, dei centrocampisti Obi e Mbaye, dell’esterno Giaccherini, il trequartista Garritano.

Diversa, come detto, la traiettoria di arrivo alla partita con il Frosinone. In occasione della gara di andata la formazione di Marcolini si presentò al ‘Benito Stirpe’ forte di 10 risultati utili di fila, con 6 pareggi e 4 successi. E perse 2-0, gol di Dionisi e Paganini. Adesso entrambe debbono sterzare: la mini-serie di Aglietti si è fermata in casa, per Nesta dopo il pareggio di Trapani c’è stata la seconda sconfitta di fila in casa (Cremonese prima del lockdown e ora il Cittadella).

Quanto alla formazione del Chievo (nell’ultima erano assenti Meggiorini, Cavar, Frey, Vaisanen, Ivan, Colley e Rovaglia), da verificare se e con chi a questo punto Aglietti intenderà fare turn over visto che tra la gara di Crotone e quella interna l’unico avvicendamento è stato quello tra Ceter per Giaccherini (entrato poi dalla mezz’ora della ripresa con lo Spezia). In difesa l’unica alternativa è il promettente baby Farrim, anche Dickmann e Renzetti sembrano destinati alla conferma. In mezzo al campo scalpita Di Noia, da intermedio. Nel tridente offensivo Vignato e l’ex laziale Djordjevic ci saranno, da scegliere il terzo.

Giovanni Lanzi

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